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Vendita telematica e pagamento con carta di credito - annullabilitÃ
Esiste un'articolata serie di norme e disposizioni che regola i contratti di fornitura di beni o di prestazione di servizi, stipulati fuori dei locali commerciali, ed in particolare le cosiddette vendite telematiche.
Nei contratti stipulati via Internet, il consumatore gode, infatti, di determinate protezioni, quali il diritto di recedere dal contratto entro sette giorni dalla comunicazione (il fornitore deve cioè informarlo sulle possibilità e modalità di recesso) o sessanta giorni dalla ricezione della merce.
In particolare, l'utente deve disporre dell'informazione già nella fase d'offerta del prodotto o del servizio posto ad oggetto del contratto.
Ovviamente, in caso di recesso, la merce deve essere restituita nei termini sopra indicati, a condizione (essenziale) che il bene in restituzione sia integro o che non si sia già verificato il godimento del servizio o della prestazione offerta.
Quanto al pagamento, se questo avviene tramite carta di credito il cui numero sia stato rilevato senza presentazione (fisica) o identificazione elettronica della carta, il fornitore è esposto ad un serio rischio: il titolare della carta può, infatti, contestare l'operazione ed ottenerne l'annullamento.
Conseguenze: l'operazione di accredito è stornata dal conto del fornitore e la somma recuperata dall'acquirente/utente, il quale rimane soggetto ad un'azione di risarcimento danni, ove la contestazione dovesse risultare infondata (art. 12 d.l. n� gradi 50 del 15 gennaio 1992).
a cura di: Avv. Giovanni Sinatti -
sinatti@studiodieci.comPubblicato il: 10-11-2008